La Castelvolturno vincente

La tanto vituperata, maltrattata, calpestata Castel Volturno; la città teatro della strage degli immigrati africani del 2008 a opera di un commando camorristico, delle cave abusive di sabbia, della illegalità diffusa e dei continui diritti negati ai suoi cittadini arriva a Milano ed è addirittura celebrata e premiata. Protagonisti dell’evento ideato e sponsorizzato dalla Unicredit Leasing, i volontari dell’associazione Jerry Masslo e gli immigrati che seguono i loro corsi e progetti di recupero e reinserimento sociale. La Unicredit leasing, infatti, sosterrà con un assegno da ottantamila euro il progetto “vestiamo la libertà”, che l’associazione di Renato Natale e Anna Cecere portano avanti a “Casa Alice”, un bene confiscato alla mafia nel territorio di Castel Volturno e che da due anni è diventato un laboratorio sartoriale per donne sottratte alla tratta degli esseri umani. Qui, nella cosmopolita costa della provincia di Caserta, dove si trovano immigrati provenienti da decine di Paesi dai quattro angoli del mondo, quasi tutti sprovvisti di regolare permesso di soggiorno, si sta riuscendo nel miracolo di trasformare quello che per tanti è un problema in risorsa. Non a caso, il prodotto sartoriale confezionato a Casa Alice, che esce dal villino gestito dalla Jerry Masslo col marchio “Made in Castel Volturno”, è stato molto apprezzato dai dipendenti della Unicredit, che in massa lo hanno votato e hanno permesso che si aggiudicasse il premio in denaro. “Sostenere lo sviluppo dell’impresa sociale è fondamentale – ha sottolineato durante la premiazione Ivan Lo Bello, presidente di UniCredit Leasing – in quanto strumento di coesione delle comunità e di rafforzamento della legalità. La lotta alla criminalità organizzata, infatti, non è solo compito degli organi di polizia e della magistratura. Senza creare solidi argini, in primo luogo culturali, tra i cittadini, non riusciremo mai a sconfiggere definitivamente le mafie che minacciano la crescita civile ed economica della nostra società”. La Jerry Masslo, i suoi immigrati, ma tutta Castel Volturno, quella sana che ha voglia di fare muro e gruppo contro ogni tipo di sopraffazione, quella che non ha paura della condivisione e del cosiddetto diverso, ringrazia.

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